Frammento ottantesimo

Sono ormai prossimo a una decisione definita. Anche se, in cuor mio, l’ho già presa da tempo. Non posso più sfuggirvi. In questo periodo c’ho riflettuto davvero molto e sono giunto sempre e ciclicamente alle stesse conclusioni.

Non posso dunque esimermi da confermare tale decisione. Il futuro sarà senziente se essa sia stata una buona o cattiva decisione.

Frammento settantanovesimo

In questo periodo di afa e di noia mi sta dilettando in un’attività tanto ricreativa quanto inutile. Concepire taluni aforismi che come lampi attraversano la mia provata mente, tanto indaffarata quanto stanca. Ecco ad esempio una recente creazione:

Il problema non è finire in una tomba. Il problema è come occupare il tempo che precede tale avvenimento.

Ecco. A un primo sguardo parrebbe qualcosa di quantomeno dignitoso. Ma alla fine, a un’attenta rilettura, ci si accorge che è proprio una “Stronzata” (.cit).

Va beh. Alla prossima.

Frammento settantottesimo

Vero. Ho violato (ancora una volta) una promessa qui fatta. Il caldo. Gravosi impegni. Scelte difficili che hanno condizionato questo periodo. Voglia semplicemente di distendersi e staccare un poco la spina.

Le scuse sono tante.

Però è vero che ho scritto. E che pubblicherò, se “uscirò vivo anche da questo periodo” (.cit). Aspetto solo che, finalmente, arrivi il momento tanto sperato. Se Dio vuole sono certo che verrà.

Potrebbe essere l’ennesima boutade o l’ennesima scusa per rinviare ancora una volta i miei impegni. A voi la scelta.

Ne avete tutto il diritto.

(10*) Atto poetico

Va bene. Il dado è tratto. Non c’è più nulla da perdere tirandosi indietro.

D’ora in poi scriverò un componimento a settimana. Uno solo. Due sono già troppi. Ingestibili. Quello che avrò fatto avrò fatto. E lo pubblicherò senza remore circa eventuali giudizi critici o incompletezze espressive.

Partirò sempre da un “base reale“: una citazione, una melodia, una storia, etc… di effettiva, conclamata o presunta, esistenza. Domenica sera, da programma, vi sarà l’esposizione qui, sul mio tanto caro blog.

Non lo faccio ne per gloria ne per aspettativa alcuna. Solo per lenire quest’ultimi strascichi, inflitti della mia ultima pena d’amore.

(100) Postumi

Alterno momenti di afflizione a momenti di malinconia. Siamo a quasi due settimane. Il dispiacere non sembra prossimo a lenirsi. I primi giorni erano partiti abbastanza bene: molta retorica e qualche frase di circostanza. Molta musica, anche. Di qualità.  Ma poi, accantonati i buoni propositi, la desolazione s’è mostrata nella sua interezza, sopratutto con il susseguirsi di giorni pressoché tutti uguali. Non m’ha dato scampo.

Talvolta mi rilasso in letture piacevoli. Everiste Galois e Jigoro Kano. Passo dalle arti marziali, “la via della compostezza etica e della salda moralità” (.cit), e al romanticismo più utopistico, idealistico. Ho cominciato a leggere anche Chatterton, giusto per rimanere in tema. Sto cercando quale sia la strada più veloce e indolore per archiviare anche questo capitolo. Non è facile, e mai ho pensato che lo fosse. E infatti eccomi qui a dover affrontare le conseguenze in prima persona.

Domenica scorsa le ho inviato degli ultimi messaggi. Quelli più reconditi, personali, inaccessibili. Non m’ha ancora risposto. Penso non lo farà mai. Non ho ancora capito se anche questa sia la scelta migliore per entrambi, oppure sia semplicemente una piccola crudeltà per evitare strascichi ancor più dolorosi.

Ma i dubbi a riguardo continuano ad assalirmi. Non sono sicuro, infatti, di voler ascoltare delle eventuali repliche finali. Ho già scritto la mia storia. Non sono intenzionato a breve di modificarla. Non avrebbe senso.

Potrei essere felice, tutto sommato. Ho assecondato ogni sua richiesta con portamento e responsabilità. È stata una scelta. Mi preme solo che sia felice. L’ho ribadito più volte: il miglior gesto d’affetto è saper accettare le scelte altrui, anche se in contrasto con le proprie volontà. Ho fatto tutto quello che potevo; non sta a me stabilire se esso sia tanto o poco. Dovrei già essere comunque soddisfatto del mio comportamento.

Ma in realtà sono molto addolorato. Addolorato per essere stato improvvisamente escluso da una vita a cui volevo continuare a partecipare. Alla fine mi ci sono affezionato a quella storia. E Il pensiero di non poter scrivere più nessun capitolo, di assumere sempre più lo consistenza di un ricordo è il rammarico più forte. Non è giusto; ma non lo deve essere. Tutti i miei progetti sono stati persi in un soffio di vento estivo. E perché? Quali colpe potrei mai avere per meritare tutto ciò?

Il tempo lenirà il dolore. Spero solo che sia breve. Ma il ricordo perdurerà sempre nella memoria di questo errante romantico

Ho riscoperto l’amore per la poesia. Ho già scritto dei componimenti sulla cresta di questa mia piccola afflizione. Li pubblicherò. Sarebbe un peccato tenerseli solo per se stessi. Anche questa un’occasione non sfruttata adeguatamente.

Frammento settantasettesimo (#Bp2)

Non posso passare la vita a crogiolarmi nei ricordi. I morti vivono di ricordi. Quando sarò nella tomba avrò tutto il tempo che voglio per farlo. Non è giusto sacrificare il proprio tempo per qualcosa che non tornerà mai indietro. Non me lo verrà mai perdonato.

Consegno la mia memoria al passato, tranne per gli insegnamenti che ne ho tratto. Il sole che splendeva ieri ritornerà a splendere domani. Bisogna solo saperlo attendere

Frammento settantaseiesimo

Eccomi. I famigerati cambiamenti di cui tanto ne parlo ma poco li attuo. C’ho (si, proprio il “C’ho”) pensato in qualche occasione è ho deciso di proseguire nel seguente modo: d’ora in poi, nella mia rubrica “frammenti“, aggiungerò il “buono proposito” semi settimanale (credo) da conseguire. Carta canta! Le scuse stanno a zero. Intravedo già la “volta buona” tanto avvistata in passato. E mai raggiunta, ovviamente.

Bene. Ecco il “buon proposito“. Per anni e anni ho cazzeggiato su internet cercando stupidaggini futili. Basta con ‘ste cazzate. D’ora in poi utilizzo fruttoso nel mio tempo destinato allo spreco. In qualsiasi altra maniera (e ve ne sono moltissime altre). Un buon inizio, spero.

(99) Nessun “Dating”

Gli strascichi del giorno passato, come prevedibile, hanno causato una notte abbastanza confusa. Risvegliatomi in prima alba non sono più riuscito a prender sonno. Pensieri agitati, nervosi. Tentativi costanti di dimenticare subito quanto successo per accontentarmi di un futuro molto incerto.

M’è persino balenata l’idea di iscrivermi a un sito, o App, di Dating. Pensiero comunque prontamente scomparso all’arrivo della mattinata.

Mai. Davvero. Sopratutto dopo aver letto la miseria umana che la abita. Non posso cedere ai dei sotterfugi che tanto ho criticato in passato. Non posso rinnegare cosi tanto le mie convinzioni.

Non m’interessano opinioni altrui su quest’argomento. È la mia vita. Ne faccio quello che voglio. Saranno le circostanze e il destino a dettare eventuali incontri. Sono pronto a pagare il prezzo più alto per le mie convinzioni: quello della solitudine. Pegno già pagato in passato con onore e dignità. Le uniche due vere qualità nelle nostre complete mani.

Certo. D’ora in poi cambiamenti, come già preannunciato, saranno conseguiti. Com’è giusto che sia. Come giusto ricordarla.

(98) Tutto è perdonato

È cosi anche questa storia è finita. Bene ho fatto a provarci per primo e godermela più che potevo. Di più penso non fosse possibile fare. Come al solito mi sono congedato con dignità e affetto. Spero in futuro di venire in qualche modo ricordato (anche se, realisticamente, cinicamente, non me ne verrebbe in tasca nulla).

In questo caso però ho portato a casa dell’esperienza che, in qualche modo, mi sarà sicuramente utile. In futuro dovrò farmene tesoro. Certo, la prospettiva di dover ricominciare tutti da capo mi sgomenta. Ma non posso fare altro.

Per adesso solo rammarico, ma poco dolore. In fondo, nonostante c’abbia creduto fino alla fine, differenze inconciliabili erano comunque in prospettiva. Non pensavo però arrivassero tutte insieme, determinando una decisione, da entrambi, devo sottolineare, non appellabile.

E adesso? Niente. Si comincia d’accapo. Devo vivere giorno per giorno ciò che il corrente destino m’offre. Non sarà tanto, ma almeno è qualcosa. “Meno si possiede, più duramente si lotterà per difenderlo” asserisce un vecchio detto.

Pensare al passato è inutile, doloroso e controproducente. La speranza, invece, la si trova a buon prezzo nella retorica che la vita tutti i giorni ci offre.

Il famoso: “da Domani”. Si, lo dico spudoratamente: da domani comincio finalmente a cambiare. Almeno il dolore oggi vissuto avrà senso di collocamento nella mia vita.

Questo è un post di sfogo. Al diavolo la forma. Lo concludo comunque subito con una frase che anche oggi le ho detto:

A questo mondo esistono i lupi, gli agnelli e i cani pastore

Ho scelto d’essere cane pastore, o al limite agnello. Lupo mai.

A questo mondo c’è fin troppo rancore, odio e acrimonia. Aggiungere il mio non cambierà nulla, anzi, lo ingigantirà e asta. Non ne vale la pena.

Dunque l’ho amata e la forme più alta d’amore è stato rispettare la sua scelta. Non penso, ne mi attiverò, per vederla mai più. Come penso sia giusto che sia.

Io ho tanti altri racconti da potervi raccontare. Tu, mio caro blog, sarà sempre qui per ascoltare? Se si, m’avrai salvato la vita.

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Frammento Settantacinquesimo

La lentezza va parte della mia vita. È talvolta fatta da gradevoli vuoti. Piacevoli noie. Inarrestabili progetti. Un turbinio continuo di procrastinazioni alla ricerca, sempre, di sedicenti novità 

Illusioni di monotonie. Osservando ciò che forse neanche voglio essere. Ma che, probabilmente, sarò.